L’adolescenza al tempo di Dawson’s Creek

Pubblicatoil Mar 29, 2018 in attualità

Noi che sbaciucchiavamo le pagine di Cioè e il poster dei Take That sopra il letto accanto alla Madonnina. Beverly Hills 90210, Byside School prima di cena e poi sul tardi, quando non avevi sonno ed a un certo punto i canali non facevano più, l’unico in onda era Colpo Grosso.

Gli anni si susseguirono e poi ci ritrovammo alle superiori incazzati neri, ma senza sapere neanche perché e l’unica risorsa e linfa vitale era Dawson’s Creek.

Lo specchio reale di chi si è trovato le novità e le ha accettate senza troppi complimenti. Dove “ti voglio bene”, “ti penso”, “mi manchi” equivaleva ad uno squillo sui primi mastodontici cellulari, ma dove ancora se volevi telefonare, la cabina del telefono era un’amica alleata.

Il vecchio e il nuovo che si fondono e noi in mezzo, ad assorbire i primi amori, le prime delusioni, le prime grandi batoste. In piedi davanti alla tv ed emozionarsi nel vedere Joey che entrava dalla finestra di Dawson e quanto ancora ci siamo rispecchiati in loro, quando ancora l’amore era puro sogno, zero esperienza e zero tattica. Quando ancora non si sapeva bene con precisione il significato della parola sensualità e uno dei grandi problemi era l’interrogazione di storia.

Volevi studiare, ma poi un giro con il motorino, una vasca sul corso, la puntata di Dawson’s Creek da non perdere e la giornata era finita.

La mattina a scuola a parlare e ricamare su quei minuti che valevano un’intera settimana, fino alla puntata successiva.

Che anni stupendi!

Ricordo tutto con piacere e con tanta nostalgia.

Quando per uscire bastava una felpa e le scarpe da ginnastica (non le sneakers).

Quando eri senza credito, ma riuscivi comunque a comunicare con tutti, senza mille gruppi su whatsapp, ma semplicemente uscire e aspettarsi sul vicolo.

Sembra un’eternità fa, invece sono passati diciotto anni dalla prima puntata in Italia (2000).

Loro festeggiano 20 anni dall’uscita e a noi ci sobbalzano i ricordi nel cuore e la speranza di un nuovo progetto “da grandi”, dove possiamo di nuovo essere protagonisti e non spettatori.

Sono stati anni che ci hanno profondamente influenzato e che ci hanno fatto diventare degli eterni sognatori.

E non smetteremo mai di essere così assetati di sogni.

Buona Pasqua e grazie mille a tutti voi che mi seguite con affetto!

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